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La tassa per l'occupazione del suolo pubblico: genesi ed evoluzione normativa
Che si tratti di un tributo applicato dall’ente a cui fa capo la superficie occupata in ragione della semplice occupazione del suolo pubblico, ed in forza del potere fiscale allo stesso facente capo è stato più volte affermato. Così come è stata riaffermata la distinzione tra la tassa ed il canone per la occupazione del suolo pubblico.

Occupazioni abusive di suolo pubblico: normativa e giurisprudenza
Vengono in considerazione, innanzitutto, l’art. 20 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, nonché l’art. 633 del Codice penale.

Occupazione di suolo pubblico: aspetti generali
È bene procedere gradatamente, analizzando dapprima gli aspetti ed i concetti generali del tema, focalizzando i principi cardine della materia, per poi analizzare profili più propriamente tecnici.

Occupazione di suolo pubblico: il D.lgs. n. 507/1993
Il suddetto corpus normativo, al capo secondo, si occupa specificamente della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche disciplinando in venti articoli i diversi aspetti concernenti la materia, e viene concretamente applicato dai Comuni tramite l’approvazione di specifici regolamenti comunali in materia.

La concessione del suolo pubblico
L’amministrazione ha la facoltà di individuare le modalità di utilizzazione dei beni pubblici discrezionalmente, ossia scegliendo tra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dell’interesse pubblico e per il perseguimento di un fine rispondente alla causa del potere esercitato

Richiesta e rilascio di concessione di occupazione di suolo pubblico
Il primo passo da intraprendere per poter legittimamente occupare una porzione di pubblico suolo è attivarsi per ottenere la relativa e necessaria autorizzazione o concessione da parte dell’ente preposto: trattasi della cosiddetta fase di iniziativa , primo tassello all’interno dell’intero procedimento amministrativo, ossia quell’insieme di atti susseguenti ed eterogenei preordinati allo stesso fine.

Il diniego di concessione di occupazione di suolo pubblico
Ciò può avvenire, ad esempio, per ragioni di inammissibilità della domanda laddove questa risulti essere carente di un elemento essenziale, oppure a causa della mancata integrazione da parte dell’istante della documentazione richiesta dall’ufficio, o perché nella valutazione e comparazione degli interessi in gioco si valuti come preminente quello pubblico rispetto al privato.

Rinnovo e diniego di rinnovo di concessione di occupazione di suolo pubblico
Alla scadenza del termine per il quale l’occupazione del suolo pubblico è stata concessa può accadere che l’occupante abbia interesse a proseguire nella detta occupazione, e pertanto abbia la necessità di ottenere un provvedimento di rinnovo della concessione.

Revoca e decadenza della concessione di occupazione di suolo pubblico
Quanto alla decadenza può dirsi che tale ipotesi dà luogo ipso iure alla cessazione della concessione a causa dell’inadempimento degli obblighi essenziali a questa connessi, e le relative modalità sono stabilite dalle disposizioni che la comminano, così come gli effetti patrimoniali ad essa conseguenti.

Concessione di occupazione di suolo pubblico: il silenzio assenso
Una delle questioni sicuramente più dibattute negli ultimi tempi, infatti, è stata quella relativa al contrasto sorto in giurisprudenza sulla possibilità o meno di applicare il principio del cosiddetto silenzio assenso della Pubblica Amministrazione in materia di installazione di impianti pubblicitari sul pubblico suolo.

Le occupazioni di suolo pubblico e le concessioni di posteggio
Parimenti dibattuta nella giurisprudenza amministrativa è stata la questione relativa alla necessità o meno che il provvedimento di diniego della concessione debba essere congruamente motivata per consentire al soggetto interessato di essere concretamente messo a conoscenza delle ragioni ostative alla richiesta concessione.

Concessione di posteggio: il D.lgs. n. 114/1998
La prima parte di detto decreto legislativo stabilisce quelli che sono i principi generali che informano tutta la disciplina relativa all’esercizio dell’attività commerciale in generale.

Concessione di posteggio: la direttiva Bolkestein
direttiva 2006/123/CE varata dall’Europa nel 2006, meglio conosciuta come direttiva Bolkestein o più semplicemente direttiva servizi, il cui scopo principale è stato quello di voler semplificare e, in alcuni casi, liberalizzare l’accesso alle attività di servizi nel mercato interno.

Concessione di posteggio: il D.lgs. n. 59/2010
Dopo aver premesso che le disposizioni di detto decreto si applicano a qualunque attività economica, di carattere imprenditoriale o professionale, svolta senza vincolo di subordinazione, diretta allo scambio di beni o alla fornitura di altra prestazione anche a carattere intellettuale, il d.lgs. n. 59/2010 si occupa specificamente dell’esercizio del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche.

Concessione di posteggio: l’intesa della Conferenza Unificata del 2012
in data 5 luglio 2012 la Conferenza Unificata ha raggiunto un’intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, sui criteri da applicare nelle procedure di selezione per l’assegnazione di posteggi su aree pubbliche, in attuazione dell’articolo 70, comma 5, del d.lgs. n. 59/2010.

Concessione di posteggio: evoluzione giurisprudenziale
Vista la frammentarietà della casistica esistente in materia e, quindi, degli argomenti trattati nelle suddette pronunce, per comodità espositiva si è ritenuto opportuno suddividere e raggruppare quelle maggiormente significative reperite sull’argomento in diversi paragrafi.

Indennità di esproprio e indennizzo da occupazione illegittima: il pregiudizio patrimoniale
In sede di quantificazione dell’indennizzo per il pregiudizio patrimoniale ex art. 42-bis, anzitutto, non è agevole comprendere se e come si debbano indennizzare quei pregiudizi - totalmente trascurati dalla formulazione letterale art. 42-bis - che derivano al privato dal fatto di non esser stato destinatario di una procedura di espropriazione legittima.

Indennità di esproprio e indennizzo da occupazione illegittima: il pregiudizio non patrimoniale
Un’altra importante differenza tra l’indennità da esproprio e l’indennizzo qui in esame deriva dal fatto che quest’ultimo comprende un elemento ulteriore rispetto al valore venale del bene, dichiaratamente finalizzato a tenere indenne il proprietario dal «pregiudizio [...] non patrimoniale» e di norma «forfettariamente liquidato nella misura del misura del dieci per cento del valore venale del bene» .

Diversità tra indennità di occupazione e risarcimento del danno da illegittima occupazione
Per quanto riguarda la misura del 5% del valore venale, essa è stata ritenuta, in dottrina, un’altra scelta piuttosto generosa . Riferendosi agli interessi moratori, in effetti, l’art. 43 disponeva l’applicazione dell’interesse legale, che nel XXI secolo non ha mai raggiunto la quota del 5% e che all’entrata in vigore dell’art. 42-bis era quantificato appena nella misura dell’1,5% .

I valori agricoli medi
I valori agricoli medi, dichiarati incostituzionali con sentenza 181 del 10 giugno 2011 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale prima serie speciale n. 26 del 15 giugno 2011), furono introdotti dalla legge 22 ottobre 1971, n. 865, articolo 16, integrata da istruzioni tecniche per la loro determinazione mediante particolari medie ponderate [1] contenute nella lettera circolare n.1/827I del 20/11/1971 dell’allora Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali, del Ministero delle Finanze.

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